Voglio essere una brava Baby Sitter: come? Con i nostri corsi on-line!

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Essere una brava Baby Sitter non è facile. Fare la Tata a tempo perso può capitare a chiunque ma fare di questa attività un lavoro con professionalità e bravura non è da tutti. Anche noi genitori, per sentirci sicuri, quando affidiamo i nostri figli nelle mani di qualcuno vogliamo che questi sia attenta, competente e preparata. Come fare per ottenere tutte queste competenze?

 

Da questa idea è nato il corso “Tata Perfetta” che in questi cinque anni ha aiutato tante donne a diventare  delle Baby Sitter  formate, preparate e sicure nel loro lavoro.

Essere una brava Tata vuol dire:

  • Avere delle competenze pedagogiche e saper quindi come interagire con i bambini
  • Aver chiaro quale sia il ruolo della tata all’interno della famiglia
  • Capire l’importanza educativa di questo ruolo

ma anche

  • Essere in grado di gestire una eventuale emergenza sanitaria
  • Sapere come comportarsi in caso di pericolo
  • Conoscere bene gli spetti legali che regolano il suo operare.

Il corso “Tata Perfetta” che noi proponiamo si compone di due moduli:

Il primo, pedagogico, tenuto da  pedagogiste titolate e con esperienza formativa

Il secondo, sanitario, tenuto da medici che lavorano abitualmente in Pronto Soccorso, titolati all’insegnamento.

Mamma & Lavoro da ormai cinque anni svolge questi corsi ed è grande la nostra soddisfazione nel sapere che molti bambini sono nelle mani di una brava baby sitter, una delle tante formate dai nostri corsi.

Da oggi la formazione di queste babysitter o educatrici può avvenire anche con i nostri corsi on-line. Come sapete da pochissimo è uscito il primo corso di Primo Soccorso Pediatrico on-line che permette,a  chi vi partecipa, di scoprire come comportarsi in tutte quelle situazioni di emergenza che possono coinvolgere i nostri bambini.

A breve, il corso Pedagogico On-line, tenuto da una esperta pedagogista, con tutti i consigli per essere una baby sitter formata a 360°

Vi aspettiamo!!

Baby Sitter e sicurezza: sappiamo veramente tutto?

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Affrontiamo oggi il delicato argomento della sicurezza per chi lavora come Baby Sitter. Chi svolge questo lavoro è tutelato? Se, per caso succede qualcosa al bambino che si sta accudendo, chi ne risponde?

Al parco, in casa, mentre si porta un bambino in macchina, la Baby Sitter è esposta a rischi professionali che devono essere noti.

La prima copertura assicurativa la fornisce l’INPS, in quanto il lavoro della babysitter rientra a pieno titolo nella categoria dei lavoratori domestici, definiti dall’INPS come “coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro”.

Tuttavia molto spesso, le Babysitter, specialmente le più giovani e alle prime armi, fanno questo lavoro in nero e quindi non sono minimamente tutelate nella loro sicurezza durante il lavoro (dati Censis indicano una percentuale di Baby Sitter in nero intorno al 70%).

Bisogna fare molta attenzione a questa situazione perché non avere una copertura assicurativa (oltre che non essere in regola con L’INPS)  espone le queste lavoratrici a dei rischi molto elevati. Qualora capiti qualcosa al bambino che si accudisce, se  ne risponde in prima persona. Sia l’aspetto morale (immaginate un danno permanente o peggio) che quello economico possono essere pesantissimi.

Come fare quindi? Anzitutto la Baby Sitter deve essere in regola.  Si evitano così sanzioni amministrative e civili che possono andare dai 1500 ai 12.000 Euro, escludendo contributi arretrati e interessi passivi cumulati.

Inoltre la regolarizzazione del lavoro permette al datore di lavoro di avere sgravi fiscali (fino a 1500 Euro di contributi)

Un’assicurazione integrativa/sostitutiva? Può avere senso anche se, nel momento in cui succedesse qualcosa, in assenza di un regolare contratto tra Baby Sitter e genitori, potrebbe risultare complicato dimostrare quale era il vostro ruolo con il bambino nel momento di un eventuale incidente. Inoltre in Italia, esistendo l’INPS, è difficile trovare una compagnia assicurativa che si affianchi a quella statale.

Nella quotidianità quali sono i momenti di maggiore rischio per una Baby Sitter?

  • In cucina durante la preparazione dei pasti
  • Nei trasporti e negli spostamenti (in macchina, quando si attraversa la strada e nell’uso dei mezzi pubblici)
  • Al parco, quando i bambini giocano tra loro

Per svolgere il lavoro di Baby Sitter in sicurezza è necessario essere formate ed avere competenze specifiche sia nel primo soccorso pediatrico che in campo pedagogico.

Perciò, per la vostra sicurezza e professionalità, convincete il vostro datore di lavoro a mettervi in regola e in più chiedetegli di farvi partecipare a questi corsi.

Sul nostro sito è presente il corso di Primo Soccorso Pediatrico on-line con certificazione. A breve anche il corso pedagogico.

Sarete delle baby sitter in regola, brave e sicure!

La SIDS il vero pericolo per i nostri bambini (corsi di primo soccorso)

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Qual è la più grande preoccupazione per un genitore quando i bambini sono ancora piccoli? Perché il sonno nei bambini ci fa così paura? Servono i Corsi di Primo Soccorso per opporci alla SIDS, la morte in culla nel lattante?

Quando si diventa genitori scopriamo una nuova preoccupazione. Frequentiamo i corsi di Primo Soccorso, mettiamo a dormire il nostro bambino e, soprattutto nei primi mesi, continuiamo a controllare se tutto stia andando bene, se il bambino stia respirando e che non ci siano problemi…

Controllare il respiro del bambino è un istinto primordiale, dettato dalla natura che però fa riferimento a un problema serio e purtroppo frequente, il problema della morte in culla (Sudden Infant Death Syndrome).

Sebbene da alcuni considerato “inevitabile” (ma non è così) la SIDS rappresenta una delle principali cause di morte entro l’anno nei bambini sani. Gli ultimi studi hanno identificato molteplici cause, purtroppo non facili da identificare. Alterazioni del battito cardiaco, alterazione della temperatura corporea, disturbi respiratori e infezioni latenti sono tutti fattori che possono scatenare una  SIDS.

Tuttavia non possiamo pensare che la morte in culla sia un evento ineluttabile. Come insegnamo nei nostri corsi di primo soccorso, dobbiamo fare ogni sforzo per trovare tutte le soluzioni possibili. Pensate che solo il mettere il bambino in posizione supina (a pancia in su) quando dorme, ha ridotto del 50% l’incidenza delle SIDS.

In questi anni hanno avuto grande diffusione dei presidi in grado di percepire il movimento respiratorio del bambino mentre dorme e in grado di avvisarci nel momento in cui si verifica un arresto respiratorio.

Questi prodotti hanno sempre le medesime caratteristiche, sono dei tappetini messi nella culla tra materassino e bambino, in grado di percepire il movimento respiratorio e di avvisarci qualora questo si interrompa.

Tuttavia questi apparati a volte non sono posizionabili all’interno della culla o dell’ovetto oppure a volte il bambino si sposta fuoriuscendo dal campo d’azione del tappetino e facendo scattare senza motivo l’allarme.

Facendo una ricerca su Internet e su indicazione di alcune mamme che hanno frequentato i nostri corsi di primo soccorso abbiamo scoperto che esiste un prodotto innovativo. Un particolare sensore che può essere posizionato sul body del bambino in grado di percepire i movimenti respiratori e in grado di avvisarci qualora questi improvvisamente diventino assenti. 

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Questo prodotto “Snuza Hero”  prodotto e sviluppato da Snuza Inc ci ha subito colpito per le sue caratteristiche e  le sue indubbie qualità. In particolare le dimensioni lo rendono facilmente indossavi dai bambini anche più piccoli e in più il sistema di rilevazione percepisce anche i rallentamenti respiratori che a volte precedono l’insorgenza della SIDS. Infine,e non è cosa da poco conto, la versione Hero ha la caratteristica di vibrare per riattivare la coscienza del bambino e in caso la respirazione non torni normale, dare un segnale d’allarme. Snuza International Pty Ltd è una ISO 9001 & ISO 13485 compagnia certificata.

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Il prodotto è disponibile su Amazon con spese di trasporto gratuite 

Ovviamente questo apparecchio non esclude al 100% la comparsa di una SIDS ma, in base alle conoscenze attuali ci sembra un valido supporto che però deve essere associato alla conoscenza delle manovre di Primo Soccorso Pediatrico da effettuarsi immediatamente ai primi segni di arresto respiratorio nel bambino. Ecco perché consigliamo di seguire il nostro corso di primo soccorso pediatrico on-line 

 

Dott. Francesco Luzzana

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